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BORDEAUX AI MIEI OCCHI

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Bordeaux è stata un piacevole sorpresa, una città che di indimenticabile ha forse ben poco ma che, con la giusta programmazione, può diventare un punto di partenza per un tour più interessante. Ho avuto la possibilità di visitarla per 5 giorni ed ho il piacere di presentarvi un resoconto, fotografico e non solo.

Per la prima volta in vita mia, per un viaggio, ho deciso di portarmi dietro un piccolo blocknotes (rigorosamente Moleskine, si le amo!) dove appuntarmi tutto ciò che di rilevante ci fosse durante il viaggio stesso. La mia scarsa memoria spesso mi concede vuoti e non posso concedermelo, probabilmente. Ancora una volta, sono partito in solitaria, un resoconto di viaggio che ho deciso di fare grazie anche alla possibilità di proporlo a chi ancora crede nel viaggio come forma di diffusione della cultura e non solo.

moleskine

PERCHE’ BORDEAUX?

Innanzitutto la ragion per cui mi sono spinto a scegliere la città di Bordeaux risiede nell’abbassamento dei prezzi da parte di Ryanair, con un andata e ritorno a soli 10€. Sono un amante del low-cost per i voli e quando posso mi fiondo ovunque – nei limiti del possibile, ovviamente – approfittando di queste offerte. Nel mio immaginario associavo Bordeaux ai campi sterminati di vigneti e questo mi ha spinto sicuramente a scegliere la Francia e non altre mete. L’idea inoltre di affacciarmi sulla costa atlantica alimentava in me la curiosità.

IL VIAGGIO

Quasi mai mi informo in anticipo su come raggiungere l’alloggio dall’aeroporto, ed ho rispettato la tradizione anche questa volta. Adoro vedere altro prima di partire: posti interessanti, magari poco battuti ed il cibo su tutti. Il resto cerco di “assaporarlo” durante. Spesso va bene, altre volte no: ricordo di essere arrivato a New York (dicembre 2015) senza saper nulla di come raggiungere l’ostello, sceso ad una fermata della metro sbagliata alle 2:00 AM, con il mio bel valigione e zaino fotografico, ho passeggiato per circa 2 ore per trovare il famigerato ostello.

Ma è tutta esperienza, no? Ed in pochi conoscono il mio senso dell’orientamento, pari a quello di un criceto che corre su di una ruota.

ATTREZZATURA FOTO/VIDEO

Sono sempre in difficoltà ogni volta che devo partire, ho sempre paura di lasciare a casa qualcosa che poi potrebbe rivelarsi fondamentale durante il viaggio. Ma cerco di darmi qualche freno, altrimenti mi servirebbe un troupe per trasportare tutto.

Canon 5d Mark IV + 3 batterie + 10 schede di memorie (meglio abbondare, sia mai!)
16-35L f4 IS + Filtro ND1000 Gobe
100L f2.8 macro IS
100-400L II f4-5.6 IS
Microfono Rode VideoMic Go
Zaino Manfrotto MB PL-B-220
Treppiedi Manfrotto BeFree
Action Cam Sony HDR-AS200VR

• GIORNO 1

Partito da Roma, direzione Milano Centrale con Italo. Viaggio traqnuillo e comodo al punto giusto. Viaggiavo per la prima volta con questa compagnia di treni e mi aspettavo molto di più, ma era pur sempre una povera 2^ classe: Gianluca ma cosa pretendi mai? 

Arrivo in stazione centrale a Milano, e fu amore a prima vista. A Milano, ahimè, non c’ero mai stato. Una toccata e fuga e poi diretti all’aereporto di Bergamo, Milano mi avrebbe aspettato al ritorno, per una giornata intera.

L’aeroporto di Bergamo, Orio al Serio, si presenta veramente piccolo e quasi spartano. E’ essenziale, forse. Bando alle ciance, facciamo il check-in circa 3 ore in anticipo, perché invitato dalla stessa Ryanair a presentarmi anzitempo causa eccessivi controlli al gate. Controlli? Mai visti controlli più tranquilli di quelli. Detto fra noi però: io amo follemente le attese, le attese in aeroporto. Mi fanno sognare, pensare. Osservo tanto e mi fermo spesso in quel via vai di persone. Infine scrivo. Felicemente ed in anticipo atterriamo all’aeroporto di Bordeaux, che precisamente si trova a Merignac (a circa 50 minuti dal centro della città bordolese). Aeroporto altrettanto spartano, ancor di più di quello di Bergamo! Il che è tutto dire.

università bordeaux

Non sapendo come arrivare in centro, come accennavo qualche riga su, mi dirigo con l’aria di chi capisce subito dove si trova e fingo di avere senso dell’orientamento (non quello da criceto): prendo l’autobus n.1 che in 50 minuti circa mi porta al centro di Bordeaux. Un’attesa che in autobus scivola via, ipnotizzato dalla dialettica di una ragazza del Nord Italia che ha accolto le sue amiche all’aeroporto e le sta guidando in centro. Studentessa di farmacia a Bordeaux, spiegava quanto la lingua francese fosse semplice ed i motivi per il quale i francesi siano così nazionalisti. Parlano dello studio, molto più libero e meno vincolato di quello italiano; accennano alla sicurezza francese, i discorsi però si complicano e provo ad ascoltare la musica. Invano. Odio ascoltare musica mentre sono in movimento tra la gente, è come se mi stessi perdendo degli attimi.

Conosco Hamza, proprietario della casa di cui sono ospite in una stanza (LINK AirBnb). Cordiale, accenna parole in italiano perché l’inglese proprio non lo mastica. Cerchiamo di capirci, quanto meno. E’ una persona accomodante, mi mette subito a mio agio e subito percepisco la riservatezza che tanto temevo non ci fosse. Era la mia prima volta in una stanza di una casa di un locale. Tramite AirBnb ne potevo scegliere un altro paio, ho deciso per questa anche per le ottime recensioni.

Non ho tempo da perdere, prendo il mio zaino fotografico, treppiedi e mi precipito in giro. Arrivo a Place de la Victoire, dove c’è imponente la Porte d’Aquitaine. Mi dirigo sulla strada dello shopping (Rue Sainte-Catherine) – dicono – più lunga d’Europa. Ma poco importa, nemmeno li guardo quei negozi, sono ovunque.  Ero fin troppo incuriosito dalla Place de la Bourse, così percorro Course Victor Hugo e vedo il lungo mare attraverso la Porte de Bourgogne.

Infine, finalmente nella famigerata Place de la Bourse

Miroir d'Eau

Miroir d’Eau

• GIORNO 2

Amo fare la spesa nei supermercati locali, quando viaggio, sono loro quelli che regalano alla mia pancia il necessario! Evito quasi sempre ristorantini, pizzerie e cocktail-bar. In Francia, come potevo non andare al Carrefour? E poi, è proprio dietro l’angolo di casa ed aperto fino alle 22:00. Il mio tesoro. Prendo: 2 croissant, 1 baguette ed una brioche alla patisserie distante circa 1km da casa di Hamza. Ritorno in stanza e comodamente seduto sul letto faccio colazione.

Non posso perdere tempo, nonostante non ami fare le “corse” nei miei viaggi, preferisco concedermi della pause di tanto in tanto e la colazione è la mia pausa preferita. Faccio un giro nel centro, c’è caldo ma è quasi sopportabile nonostante il mio zaino fotografico sia un po’ pesante. Per questa giornata ho deciso di lasciare a casa il teleobiettivo, così da dedicarmi solo alla paesaggistica ed urban e di tanto in tanto scatto qualche macro. Mentre passeggio per il centro, un ragazzo francese mi ferma perché incuriosito dal microfono montato sulla camera, stabiliamo una lingua comune: il francese proprio non lo capisco, l’inglese fingo di conoscerlo ma quanto meno riesco a districarmi.

Inizio a pensare però che il viaggio in solitaria mi logora alla lunga e durante questa giornata, a parte il casuale incontro con il fotografo francese di cui 2 righe fa, non ho modo di scambiare parola con nessuno, a parte qualche “halò” e “mercì”. I francesi sono un po’ così, schivi e poco propensi al dialogo. Ma forse è il mio status emotivo che non mi porta a confrontarmi, fortunatamente ho la mia reflex. Mi dirigo verso i giardini pubblici di Bordeaux dove mi fermo un po’ a guardare bambini divertiti che giocano a calcio, proprio lì: sull’erba. Sia mai una cosa del genere nei nostri giardini pubblici italiani!

Tappa obbligatoria al mio fidato Carrefour, e dritti in stanza.

• GIORNO 3

Mi sveglio, ma praticamente non ho dormito, a causa delle continue zanzare che mi gironzolano all’orecchio. Assurdo! Dopo un croissant ed un cookie direi che un noleggio di un’auto ci sta tutto: mi dirigo alla Sixth ma mi fanno storie sulla carta di credito: dopo un bel litigio, ammetto di aver sbagliato a non aver autorizzato la mia banca per le operazioni all’estero. Quindi resto fregato e l’auto non la posso noleggiare. In compenso prendo una bicicletta e girovago un po’ per la città. Bordeaux infatti è godibile in bici e vi posso assicurare che ci sono anche le giuste strade per farlo. Lascio il mio zaino fotografico, metto un pantaloncino, una camicia e via.

Prima di tornare, faccio una tappa al Marché des Capucins e rifornisco di tante buone cose: pane, biscotti artigianali e delle patate al forno.

Torno in stanza, porto avanti alcuni progetti lavorativi anche a distanza e prendo sonno ben presto. Le zanzare sono in agguato e cerco di dormire più tempo possibile.

• GIORNO 4

Mi sveglio – sì – con la solita fame, ma con la voglia di oceano. Decido di andare in stazione e prendere il primo treno per Arcachon, e dirigermi alle Dune du Pilat. La stazione centrale di Bordeaux non è proprio vicinissima da casa di Hamza, ma una passeggiata ci sta tutta (nonostante l’attrezzatura al completo sulle spalle!). Il treno impiega circa 50 minuti per arrivare, sono seduto e mi godo il paesaggio circostante: alberi, distese e all’orizzonte il mare non si scorge. Dalla stazione centrale di Arcachon decido di farmi un giro sul lungomare ed assaporare un po’ l’aria atlantica.

Il lungomare di Arcachon è il classico lungomare da turisti: ristorantini spillasoldi, negozi di souvenir e giostrine per bambini. Ma l’aria distesa e calma, accompagnata dalle distese spiagge è veramente godibile. Sembra di ritrovarmi su una classica playa spagnola, stile Alicante. Decido di fare due passi e mi dirigo verso SUD, pranzo in un bar prendendomi un panino e delle fragole al mercato. Alle 14:00 passa l’autobus che mi porterà alle Dune, circa 50 minuti. Nel bus avverto un caldo non indifferente e divento nervoso non so per quale motivo. Finalmente raggiungo la località desiderata, da dove ci lascia l’autobus alle Dune vere e proprie ci impiego giusto 5 minuti di passeggiata passando in una sorta di campeggio/parcheggio. Immediatamente mi accorgo della maestosità:

Dopo una breve sosta in cima, mi dirigo più verso il mare ma figuriamoci se riuscivo a stare più di 10 minuti fermo disteso sulla sabbia!

La mia faticaccia termina con una piccola spesa al Carrefour ed una cena niente male: cous cous con verdure ed una bella macedonia di frutta.

• GIORNO 5

La mattina mi sveglio riposato, stranamente le zanzare non erano lì tra le mie orecchie (o forse non le ho sentite proprio?), ma la mia voglia di andare in giro appesantito è pari a zero. Per cui macchina fotografica in spalla, 16-35 montato e via per il centro di Bordeaux. Mi dirigo verso lo Starbucks che avevo adocchiato il giorno prima. Io amo Starbucks e non per il caffè o i famigerati frappuccini. Amo Starbucks per l’aria che si respira, quell’aria distesa che ti consente di staccare un po’, senza fretta. Così mi precipito all’interno, ordino un pancake senza nulla (sì, li amo così, vuoti!) e passo un paio d’ore lì seduto su un divanetto. Nel mio immaginario, un viaggio deve contenere, durante lo scorrere delle giornate, pause simili. Sono quasi linfa vitale.

 


In definitiva il mio viaggio a Bordeaux si è rivelato interessante ma al tempo stesso la città offre pochi spunti. O meglio, probabilmente non merita più di un weekend. C’è tanto, di interessante, fuori le mura della città ma bisogna allontanarsi ed attrezzarsi e forse in solitaria non è proprio l’ideale. Consiglio vivamente la città per un bel weekend e rilassarsi magari allontanandosi un giorno per qualche gita fuori porta (Dune e Chateaux su tutte).

Per qualsiasi domanda sulla città ed informazioni più dettagliate, utilizzate i miei social oppure lasciate un commento qui sull’articolo.

A breve arriverà un bel video di Bordeaux che ho girato in quei giorni.

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