7 capitoli 5 storie da leggere: il viaggio a Madrid

Ho deciso di fare a meno dei social durante questo viaggio con alcuni amici colleghi: Vincenzo, Jacopo, Andrea, Elisa e Luisa. Da Dublino si è aggiunto Andrea, nuovo acquisto come collega in ufficio.

Non avevo grosse aspettative per questo viaggio. Madrid l’ho visitata già l’anno scorso. Eppure prima del decollo ho avvertito quella sensazione di dover partire assolutamente per rilassarmi, divertirmi e staccare la spina.

Voglio però raccontarvi di questo viaggio in modo diverso perché necessito di farvi conoscere i miei compagni di viaggio e perché no, raccontarvi degli aneddoti.

Prima di partire, mangiammo un piatto di pasta vicino Ciampino. Jacopo, Andrea e Vincenzo mangiarono tantissimo e non digerirono nulla! Tanto da doverci fermare per un amaro, provando a buttar giù i 400gr di pasta. Ma nada.

Passati i controlli, ci sedemmo in attesa dell’imbarco e sentimmo il nome di Vincenzo in filodiffusione in aeroporto. Ebbene, Vincenzo aveva lasciato la sua borsa sul nastro dei controlli. Completamente incustodita e ferma lì. Fortunatamente aveva l’etichetta col suo nome e non scattò alcun allarme!

Insomma il viaggio aveva tutte le premesse giuste.

Dedicherò ogni capitolo ad un protagonista, personaggi indiscussi del viaggio. 

CAPITOLO 0: IL GRUPPO

È dall’anno scorso che noi colleghi di lavoro proviamo ad organizzare un weekend (rigorosamente senza prender ferie) per passare giorni diversi e svagarci, staccando completamente la spina. Parola d’ordine: “siamo in città insieme ma ognuno faccia quel che gli pare”. Ed è un aspetto fondamentale nell’organizzazione del viaggio, tant’è che spesso capitava di dividerci, anche in modo naturale, per poi ritrovarci con piacere per pranzo/cena e svagarci.

Quando siamo stati a Dublino fu puro divertimento, nonostante non ci conoscessimo bene tra noi, in quanto non ci frequentavamo tanto al di fuori del lavoro, ma la pazza idea di prenotare un viaggio insieme prese vita dopo qualche chiacchierata.

Conoscemmo ognuno aspetti dell’altro e ci trovammo benissimo, tanto da riconfermare quest’anno una nuova meta: battezzammo Madrid anche per i costi ridotti dei voli. in più la città offriva attrazioni e svaghi giusti per un gruppo come il nostro.

Avevo già visitato Madrid esattamente l’anno scorso, in solitaria. Ma sapevo benissimo che sarebbe stata una situazione completamente diversa questa volta.

CAPITOLO 1: ORGANIZZAZIONE

Acquistammo i voli su Ryanair a prezzi abbastanza ridotti più il priority, senza sarebbe impossibile viaggiare.

Affittammo una casa su Booking, posti a dormire esattamente 6: due camere da letto ed un divano letto nel salone che comunicava con una minuscola cucina. La casa era abbastanza piccola ma fu una scelta giusta, con il senno di poi. La finestra che dava dal salotto, dove c’era il divano letto, aveva il difetto di non chiudersi bene. Quella fessura tanto piccola quanto gigante tanto che, quando sorgeva il sole, io e Vincenzo, i malcapitati a dormire sul divano, ricevevamo praticamente negli occhi quella luce accecante.

Il mattino per i nostri giorni di soggiorno però non è mai esistito: alle 6:30 iniziavamo a dormire. Solo l’ultima no, perché alle 6 avevamo il taxi per l’aeroporto.

Un delirio di organizzazione.

La posizione dell’appartamento era quella giusta, esattamente dove iniziava la movida madrilena. Al centro di ogni punto di interesse raggiungibile tranquillamente a piedi.

Una via piena di pub, fast food e bar casinari.

Arrivammo e chiamammo il numero che booking ci fornì. In perfetto orario perché se avessimo sforato avremmo pagato una piccola penale e volevamo evitarla. Ma dopo aver capito che 30€ era il costo totale del taxi dall’aeroporto al centro e non la quota a persona, eravamo anche disposti a pagare la penale della casa, eventualmente.

Ci rispose Alberto, ci fece aspettare qualche minuto: qualche voce più maliziosa accennò ad un strano sospetto che aleggiava attorno alla penale tanto discussa durante il viaggio.

Ma Alberto si fece attendere per motivi a noi ignoti. Scese dall’appartamento e ci mostrò la minuscola casa, di cui sopra.

CAPITOLO 2: VINCENZO

Vincenzo, classe – non da vendere – ’96. Lavora con noi non da tantissimo ma sembra un’eternità per le mille peripezie che ogni giorno ci fa vivere. Ha una capacità bionica non indifferente, perché come dice Jacopo (l’altro protagonista del viaggio) un giorno saremo tutti bionici e lui avrà la meglio perché lo è già.

Muove talmente velocemente le mente e le dita per tutto ciò che è digitale che sembra un computer.

Nonostante l’episodio iniziale, Vincenzo è attento. Attento a tutto ciò che gli interessa e – credetemi – quel borsone poco gli interessava. Ha la testa tra le nuvole su tutto ciò che potrebbe fargli perder tempo. Nonostante una strana sensazione di aver lasciato qualcosa a casa, era ben convinto di avere il borsone tra i piedi, forse.

Ha un brutto vizio però: enfatizza in modo estremo tutto ciò che rappresenta una sorpresa per lui. Qualsiasi cosa. Anche la più semplice: anche ad esempio aver lasciato a casa una penna, oppure alla vista di un insetto, o ancora peggio accorgersi malauguratamente di non avere un cavetto con sé.

Insomma una persona pacata.

Gli piace dannatamente la birra ed è un problema: enfatizza il suo dissapore quando siamo in qualsiasi parte del mondo e – dopo averne ordinata una – prova il gusto diverso di una birra diversa. Niente da fare, lo dovrò portare in Belgio per fargli piacere una birra forse che non sia nei suoi locali perfetti che già conosce.

L’anno scorso, per esempio, a Dublino ebbe la brillante idea di provarne alcune tra cui la tipica Guinness. Ovviamente non gli piacque, anzi ebbe da ridire su tutte le altre anche.

Un giorno per pranzo in un tipico ristorante madrileno, tutti ordinammo ovviamente un pasto, chi più chi meno. Lui, con lo sgomento di tutti (compreso il cameriere), chiese un Gin Tonic. Senza cibo ovviamente. E si complimentò con il cameriere e lo elesse il miglior gin tonic sorseggiato a Madrid.

Perché sì, ne provò tanti. Per non dire tantissimi.

CAPITOLO 3: LUISA

Luisa è un personaggio particolare, odioso ed al tempo stesso amorevole. Ha una dote particolarmente spiccata: riuscire ad avere la meglio anche quando sembra impossibile. Ed è una dote importantissima nella vita, cerca di vincere sempre.

Nell’economia del viaggio pesa tantissimo la sua presenza: come un Cristiano Ronaldo / Messi che cambiano le sorti delle partite. Luisa cambia le sorti del viaggio.

Dublino fu un assaggio, Madrid la conferma: non si può fare a meno di Luisa.

Ha voce stridula, da far impanicare chiunque l’ascolti. Arriva dritto al timpano quasi come un fischio a 2 cm dall’orecchio.

Fece pazzo shopping tra la gran via ed i negozietti caratteristici di abbigliamento e scarpe. Tanto da dover acquistare la priorità al ritorno (per l’andata ne aveva fatto a meno). Ed in quei momenti scompariva letteralmente, lasciandoci liberi quasi a farci un favore!

La seconda sera andammo a ballare in un locale stupendo (ve ne parlerò nei capitoli successivi) e tra le 5 e le 6 del mattino non fummo capaci di ritrovarla. Ormai s’era fatta ora di tornare, aveva avuto la brillante idea di tornarsene da sola, a piedi, senza documenti e soldi. Lasciandoci nel più totale panico, verso le 7 riuscimmo a rintracciarla: “sono appena salita a casa, buonanotte”. Con la voce stridula, ovviamente.

CAPITOLO 4: JACOPO

Jacopo da sempre è stata la persona che più ho seguito e mi ha seguito nel nuovo percorso lavorativo. Ha una dote che lo distingue da tutto il gruppo: l’organizzazione. Non è una persona pragmatica, anzi è anche molto “alla carlona”, la sua vita. Eppure riesce a schedulare perfettamente un qualsiasi tuo/suo progetto e a renderlo di semplice realizzazione.

Nei viaggi dunque gioca un ruolo fondamentale, è il Messi della situazione. Risolve problemi in un batter d’occhio, senza batter ciglio! Ed a proposito di battere, è un – mediocre – giocatore di pallavolo ma un super coach!

L’ho visto all’opera e vi posso garantire che quella dote da organizzatore la mette in pratica e riesce a far funzionare un intero sistema di squadra.

Jacopo ha una sterminata cultura.

Ha la capacità di argomentare su qualsiasi tematica: politica, economica, sport, cronaca…Insomma a Jacopo non mancano le parole. E a Madrid si è dilettato in un fluente spagnolo.

Fa il coach anche con noi, meno con se stesso.

Ah, per il volo di rientro alle 6 del mattino, prima di imbarcarsi ha ritenuto opportuno fare colazione da Burger King con un bell’hamburger.

CAPITOLO 5: ANDREA

New entry nel gruppo, quello dei dubliners dell’anno scorso. Andrea ha poche regole, non nella vita ma nei modi di fare. Ha la costante capacità di fare danni in scioltezza, senza pensarci troppo.

Madrid era il suo primo volo. Purtroppo eravamo divisi in aereo (Ryanair ovviamente assegna posti come gli pare) e non abbiamo potuto apprezzare le sue reazioni. Aveva voglia di spaccare il mondo. E l’ha spaccato: ha giocato un ruolo importante durante il viaggio per il semplice motivo di aver inserito nel gruppo – già consolidato – la spensieratezza della gioventù (?).

In discoteca diede il meglio di se’. A causa della sua stazza (circa 190cm), balla come un forsennato ed ha poca attenzione a tutto ciò che lo circonda. Il divertimento è assicurato e non fu mai necessario bere di più per dire cavolate: Andrea dice cavolate – soprattutto – quando non è brillo.

CAPITOLO 6: ELISA

Cavolo! Che personaggio Elisa. 

Ancora faccio fatica a capirla: di tanto in tanto si aliena ma quando ricompare lo fa in grande stile. Battute, risatine e concetti brevi ma concreti. Elisa ha un carattere stranissimo, non sono stato capace di farle strappare un appunto sulla sua vita privata.

Forse riservata, timida di certo no.

Elisa l’abbiamo conosciuta l’anno scorso quando accettò di venire con noi a Dublino senza conoscere tutti i componenti del viaggio. E quest’anno senza esitazioni per Madrid ha fatto il suo biglietto aereo e si è affidata completamente a noi per il programma e l’hotel. Non fa resistenze particolari, acconsente qualsiasi tipo di decisione e non si lamenta mai.

Capita però che si estranea, come dicevo prima, concedendosi momenti tutti suoi.

Elisa è un personaggio che non può mancare in una comitiva di viaggio, come la nostra.

CAPITOLO 7: IL KAPITAL

Discoteca che scoprimmo navigando su internet. Vincenzo la adocchiò e cercò di capire come fare per prenotare un tavolo. È Una discoteca che nasce da un vecchio teatro di circa 7 piani. Al centro si concentra il fulcro della serata dove c’è il DJ e musica prettamente house (almeno quella serata!) e ad ogni piano inoltre, all’interno, c’è musica diversa e situazioni differenti.

Una discoteca da non perdere se siete a Madrid, anche solo per bere un cocktail.

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A presto!

 

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