Norwegian Wood (Murakami) – Quando mi sono innamorato del Giappone

I romanzi e le storie brevi di Murakami sono stati spesso definiti “irreali” o “poco realizzabili”, ma Norwegian Wood è probabilmente il suo libro più realistico fino ad oggi: privo di gatti parlanti o misteri surreali. Rappresenta il mio primo approccio alla cultura giapponese, attraverso il quale personalmente ho costruito case e palazzi immaginari.

Norwegian Wood è anche considerato il capolavoro di Murakami, capace di esplorare la sfera dei sentimenti e solitudine con uno stile assolutamente introspettivo. Resta – per cui – un grande romanzo incentrato sull’adolescenza, più precisamente sul conflitto tra il desiderio dell’integrazione nel mondo adulto ed il bisogno di restare se stessi, nonostante tutto.

Nostalgico e affascinante in egual misura, Norwegian Wood è un ricordo degli eventi narrati da Toru Watanabe mentre ripercorre il suo periodo da studente a Tokyo alla fine degli anni 60′.  Il titolo si rifà alla canzone dei Beatles:

Il romanzo inizia con il narratore, Toru Watanabe, su un aereo poco più che trentenne con i ricordi di quando aveva 19 anni. Ci parla di una donna che ha amato intensamente e che ha perso. Toru a diciannove anni è un giovane studente universitario che riaccende un’amicizia con una giovane Naoko, fidanzata del suo migliore amico, Kizuki,  suicidatosi il giorno del suo compleanno.

Toru e Naoko lottano per superare la tragedia della morte del loro amico, onorandolo sempre. Lottano anche per costruire un’amicizia che è più che semplicemente una condivisione di ricordi. Sono legati insieme dalla morte di Kizuki, ma anche limitati da essa.

Sfortunatamente, Naoko diventa sempre più inquieta e si trasforma in una sorta di “rifugio” per la sua stessa salute mentale. Mentre lei lotta con la propria salute, Toru cerca di capire qual è la relazione che li lega e come può aiutarla. Allo stesso tempo, incontra un’altra ragazza, una studentessa, da cui è sempre più attratto.

Mi è piaciuto come Murakami, pur concentrandosi su grandi temi di amore, perdita e alienazione, presta molta attenzione ai piccoli dettagli della vita quotidiana, come le linee di autobus e i lavori part-time. Il denaro non rappresenta un problema chiave nella storia, ma è sicuramente riconosciuto dai personaggi come parte importante nella vita (il sanatorio di Naoki, ad esempio, è solo per i ricchi che possono permettersi un posto dove riposare).
Quest’anno per la prima volta sono stato in Giappone (il mio racconto di Tokyo e Kyoto) e Murakami è stato il primo autore a farmi avvicinare a questo mondo orientale nipponico. E lo descrive perfettamente.

Il romanzo è una lettura magnificamente scritta e avvincente, piena di malinconia con una semplice eleganza che consegnato a Murakami il titolo di autore giapponese più apprezzato al mondo. E’ una storia commovente sull’amore, sull’amicizia e sulle prime relazioni.

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